lunedì 9 luglio 2007

Pensando alle pensioni

Da troppo tempo si parla della riforma delle pensioni; dico 'si parla', perché 'si discute' presupporrebbe un interesse più serio a confrontare le diverse posizioni per giungere rapidamente a un accordo.

Dati veri se ne vedono pochi, con discreto disappunto da parte mia; e quei pochi spesso sono poco chiari, probabilmente contraddittori e mi fanno aggrottare le sopracciglia; la cosa che trovo più assurda sono le estrapolazioni al lontano futuro (2040 e più) che mostrano andamenti strani ... qui lo sperimentale che è in me vorrebbe sapere l'incertezza sistematica su quel grafico, specie visto che il modello è non banale (il grafico non è una retta o un esponenziale); e poi credo che qualsiasi persona dubiti su una estrapolazione a 30-40 anni di qualcosa che probabilmente è assai sensibile all'andamento dell'economia e all'evoluzione del mercato del lavoro e delle sue leggi.

Se da un lato è ovvio che bisogna alzare l'età pensionabile, credo che tutto questo vada a toccare una questione assai più grande: che l'aumento della produttività del lavoro è più veloce dell'aumento dei consumi.

Farò questo discorso assumendo quasi sempre che il modello capitalistico funzioni (altrimenti è ancora più un casino); sarà anche tutto abbastanza semplicistico, quando avrò il tempo di leggermi un testo moderno d'economia (consigli?) e un po' di statistiche vere produrrò qualcosa di meglio.

I dati sono:
- la vita media si è allungata molto
- grazie allo sviluppo tecnologico la manodopera necessaria per produrre le stesse cose è calata molto
- grazie alla 'globalizzazione' e alla crescita di altri paesi (p.es. la Cina), l'importazione di prodotti lavorati è diventa più facile ed economica.
- i consumi e i 'bisogni percepiti' sono cresciuti, ma non abbastanza
Conclusione: non c'è abbastanza richiesta di manodopera.

Far aumentare i consumi non è banale, e visto che i consumi inquinano e richiedono energia non è detto che si possa fare; e del resto convincere la gente a spendere di più su cose immateriali (idee, qualità, design, ricerca, ...) non è facile visto che ora il risparmio e il low cost sono persino di moda (caro ministro TPS , sei ricco, magari dovresti volare alitalia...altrimenti ci credo che fallisce), e che l'ostentazione di ricchezza in TV ci fa sentire poveri.

Se non possiamo (solo) produrre di più, dobbiamo (anche) lavore di meno. Purtroppo meno lavoro, nell'ottica di chi lo compra, significa pagare di meno, anche se la produttività è aumentata (se con la nuova macchina l'operaio produce il doppio di cavatappi in un turno, non per questo il proprietario lo pagherà il doppio).

E se dobbiamo lavorare di meno non vedo troppe soluzioni a parte cose tipo:
a) mandare in pensione i vecchi
b) non assumere i giovani
c) ridurre le ore di lavoro

La prima soluzione ha i suoi problemi: chi dà da vivere ai pensionati?

La seconda, che temo sia quella preferita dai sindacati (assieme alla prima), non mi pare divertente, anche per i danni che fa alla struttura sociale (p.es. alle possibilità di mettere su famiglia)

La terza, se 'meno ore' significa 'stipendio più basso' potrebbe essere un problema per l'economia: diventiamo più poveri... meno consumi (e più prodotti cinesi) ... meno richieste... e ci si morde la coda.

La cosa assurda è che in realtà con un aumento della vita media e della produttività del lavoro le cose dovrebbero andare meglio, e non peggio!
Facciamo un modellino stupido, con una tribù di cavernicoli: qualcuno scopre il metallo, quindi i cacciatori sono più efficienti ad abbattere i cervi (le lance di metallo sono più appuntite, quindi è più difficile che l'animale resti poco ferito e fugga), e gli agricoltori a coltivare (zappe e rastrelli migliori). La tribù, lavorando di meno, riesce ad avere cibo in abbondanza: meno lavoro, più banchetti e sono tutti più felici.

Perchè da noi non funziona? E' un problema del sistema economico, c'è un complotto dei 'potenti,' o siamo solo un po' miopi e stupidi?
Cosa deve fare un governo?

In sostanza, a me parrebbe che la soluzione al problema dei cavatappi sia pagare l'operaio tanto quanto prima ma farlo lavorare la meta' e produrre tanti cavatappi quanti prima, visto che se ne comprano tanti quanti prima
(magari 'quanto prima' va sostituito con 'un pochino di più di prima' se un pochino di persone in più si vogliono comprare un cavatappi)
Se ci metti in mezzo le pensioni e l'aumento della speranza di vita non credo le cose si complichino tanto: l'aumento di disponibilita di forza lavoro non può creare problemi, visto che aumentano produzioni e consumi totali, a patto che il rapporto fra produttori e non produttori (bambini, vecchi, ...) non cresca troppo (quindi: scalone, scalini, ascensore, retro-razzi ... saliamo!).
Il problema c'è solo se mancano le risorse esterne (cosa che infatti accade), e a quel punto è esattamente lo stesso problema dell'incremento demografico, le cui soluzioni contemplano:
- sfruttare più efficientemente le risorse note
- cercare altre (specie sulle fonti energetiche)
- diminuire il consumo pro-capite a parità di output (lampadine a risparmio)
- controllo delle nascite (e qui la Chiesa ha le sue responsabilità... specie visto che alla fine per loro lo scopo della famiglia è avere dei figli ed educarli cristianamente; nessuno ha detto che devono essere più di uno o due)

Beh, quindi se la mia risposta breve sull'alzare l'età pensionabile era 'si', la risposta lunga è 'si, ...'.

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