mercoledì 18 luglio 2007

All you have to do is follow the worms.

"Would you like to see Britannia
Rule again, my friend?
All you have to do is follow the worms."

[Pink Floyd, "Waiting for the worms", da The Wall]

Riagganciandomi al vecchio post prima del discorso di veltroni dovrei cercare di dire cosa ne penso del fatto che iMille abbiano deciso di seguire il bruco. Su mailing list e blog associati c'è stato un gran casino, anche perché c'era ancora la gente a discutere se appoggiare o meno la candidatura di Adinolfi, o quelle di altri (trovate un po' di referenze nel blog di Lisa, come al solito) e poi dal nulla è giunta una email dal "portavoce de iMille" dicendo che "iMille hanno deciso di sostenere Veltroni"; Il metodo, quantomeno, ha lasciato molto a desiderare.

Veltroni?

Iniziamo con una distinzione fondamentale: candidato vero o candidato "di principio" ?
  • Un candidato di principio poteva essere qualcuno de iMille tipo Scalfarotto, o Adinolfi (che però ha deciso di candidarsi per i cavoli suoi prima che iMille decidessero di sostenere Veltroni, "mother superior jumped the gun"), o un'esterno "alternativo" tipo Capezzone.
    Ma a cosa serviva, a parte a fare un po' di notizia e a pubblicizzare un po' le proprie idee? e non ci sono altri modi per ottenere lo stesso? anche perché poi, cosa ne concludi quando non vinci? che le tue idee erano sbagliate o solo che non contavi abbastanza? e questo avrebbe aiutato a far entrare quelle idee nel PD?
    Certo, però puoi sostenere che proponi qualcosa di diverso.
  • Un candidato vero doveva essere qualcuno in grado di vincere. Dopo di che, avendo contributo solo a una frazione minima dei voti, iMille potrebbero non ottenerne nulla comunque: "ciao Walter, noi ti abbiamo sostenuto; fai la riforma dell'università che vorremmo noi?"?
    Ci guadagni di pragmatismo, ma ti banalizzi.
Beh, tesi-antitesi-sintesi, secondo me un candidato di principio serve a "dire" e non a "fare". E io spero che iMille vogliano fare. Quindi meglio appoggiare un buon candidato, e cercare dall'interno del PD di far valere le proprie idee e il proprio talento, senza proporsi come "alternativa" visto che alla fine iMille non sono una forza politica ma solo un po' di persone di talento e buona volontà.

Veniamo quindi ai candidati veri a parte il bruco.
- Enrico Letta. Nella mia ignoranza non so quasi nemmeno chi sia; farò delle ricerche al riguardo (google sembra un po' carente: 41enne, pisano, ex santannino, margherita, ex giovani della DC)... forse era il candidato buono, forse no ... ma non s'è ancora candidato.
- Furio Colombo. Il suo progetto di governo consiste solo nell'antiberlusconismo? ... spero di no, l'antiberlusconismo alla peggio può essere un progetto d'opposizione: si governa "per l'italia", non "contro" qualcuno.
- Rosy Bindi. Fosse Segolene Royal sarebbe un altro discorso, ma così non mi pare una grande idea.

Insomma, alla fine va bene anche il bruco.

E soprattutto, non è quello il punto.

Quello che conta, è raccogliere delle buone idee, delle energie fresche e gente in gamba e con voglia di fare; come si sta già facendo. E poi mettere a frutto quanto raccolto, altrimenti è inutile esercizio accademico; e per fare questo bisogna, a mio parere, agire da dentro il PD, non mettersi a polemizzare da fuori.
Forse ho un po' troppa fiducia nel funzionamento dei partiti, ma anche se la meritocrazia non impera sovrana in questo mondo, credo le buone idee possono farsi strada.

Così magari si finisce a fare come Cavour e non come Garibadi, e quindi forse iMille dovranno ribattezzarsi, ma del resto un vero Garibaldi non c'è, e senza di lui i mille avrebbero fatto ben poco; e poi Garibaldi non era famoso per la politica ... e qui c'è da costruire un partito, non da strappare il sud Italia dalle mani dei Borboni.

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